03/04/17





«Primavera non bussa, lei entra sicura, come il fumo lei penetra in ogni fessura, ha le labbra di carne, i capelli di grano, che paura, che voglia che ti prenda per mano. Che paura, che voglia che ti porti lontano ».
(Cit. Fabrizio De André)


E’ PRIMAVERA

Il sole fa capolino dal suo giaciglio,
il bosco si crogiola nell’ultimo sbadiglio,
il vento leggero sibila nel canneto,
spazza l’ultima nuvola nel cielo quieto.
Le primule offrono al sole le loro corolle,
l’erbetta verde spunta dalle zolle,
la tortora tuba nel nido sotto il tetto:
è arrivato il giorno di S. Benedetto!
Le rondini sono tornate e danzano festose
intonando note armoniose,
già si sente l’allegria nella valle:
il lungo inverno è ormai alle spalle!
Fra poco udiremo di nuovo i grilli cantare,
le rane nei fossi e negli stagni gracidare,
svolazzeranno le farfalle dalle ali sgargianti
sui campi di grano biondeggianti.
E’ finalmente arrivata la primavera
con  mille colori ed una  magica atmosfera.
Guardo i girotondi dei bimbi gioiosi,
sono terminati i lunghi giorni uggiosi!

                                  Jacqueline R. Sanson

07/10/16



Da qualche giorno le rondini avevano cominciato a mostrare evidenti segni di irrequietezza: volavano insistentemente avanti e indietro, dentro e fuori dal nido, zirlando con insistenza inusuale.

4 ottobre, giorno di San Francesco, fa un po’ freddo, l’autunno sta avanzando. Mi affaccio al balcone e faccio in tempo a vederle volteggiare un’ultima volta attorno al campanile e poi … addio … sono volate via, lontano, verso i paesi caldi dell’Africa.

Ora le attendiamo di ritorno, come vuole il proverbio, per S. Benedetto, 21 marzo, equinozio di primavera. Chissà quale invisibile bussola guida queste indomite trasvolatrici!
Le rondini rappresentano un simbolo di libertà e di avventura, infatti girano il mondo e volano per migliaia di chilometri senza scalo. Sono pure un emblema di fedeltà in quanto tornano sempre nello stesso luogo dove recuperano il vecchio nido, o se ne costruiscono sapientemente uno nuovo. Con un pizzico di fantasia possiamo anche affermare che simboleggiano in sè i valori della famiglia: si accoppiano, dopo qualche settimana le femmine depongono da tre a sei uova, seguono 12-18 giorni di cova, poi i gusci si incrinano, dopo quattro giorni già i rondinini si affacciano sull’orlo del nido a becco spalancato, mamma e papà li nutrono, li imbeccano, li addestrano al volo. Devono imparare tutto bene e presto: a settembre-ottobre bisogna ripartire e il viaggio sarà una dura selezione darwiniana.

Osservare le rondini mi ha fatto riflettere.

LE RONDINI

Quattro ottobre, festa di San Francesco:

nel  cielo le rondini dipingono un arabesco;

a miriadi danzano  festose

intonando note armoniose.

Un vento lieve mi accarezza il viso

 ed il cuore mi si stringe all’improvviso:

le rondini si stanno radunando

perchè … se ne stanno andando!

E’ arrivato l’autunno, è tempo di volare

in paesi più caldi, attraversando il mare.

Un’ultima sosta sul campanile, sui tetti all’intorno,

un ultimo sguardo, è l’ultimo giorno,

poi spiccano il volo e vanno incontro al sole.

Il cielo è grigio, s’inchina cupo l’ultimo girasole,

gli alberi lascian cadere le foglie ormai gialle,

risuona una grande malinconia nella valle.

Pensieri tristi s’infilano nella mia mente,

poi se ne vanno improvvisamente,

s’affacciano la speranza e la certezza

che spazzano via d’un tratto l’amarezza:

a primavera le nebbie si diraderanno,

il sole e le rondini a stormi ritorneranno,

ritroveranno i loro nidi sotto i tetti

e le rivedremo danzare nei loro minuetti!

Sentiremo nel nostro cuore la sensazione

di una piacevole e lieta emozione,

volgeremo lo sguardo verso il cielo, verso la vita,

 ci coglierà una dolce quiete ed una gioia infinita.

                                                                                                                   Jacqueline R. Sanson


02/10/16



Oggi, 2 ottobre, è la Festa dei Nonni, appuntamento annuale per celebrare l’importanza del ruolo svolto dai nonni all’interno delle famiglie e della società in generale. Leggo dal giornale “La Stampa” di qualche giorno fa: «I nonni d’Italia sono oltre 12 milioni. L’età media nella quale si diventa nonni è calata negli ultimi decenni e ha ora raggiunto i 54,8 anni. L’Italia è il Paese europeo con la più alta percentuale di nonni che si occupano di un nipote e quasi il 26% di loro accudisce i nipoti mentre i genitori lavorano».
La Festa dei Nonni ha avuto origine nel 1978 negli Stati Uniti (National Grandparents Day) su proposta di Marian McQuade, una casalinga della Virginia Occidentale, madre di quindici figli e nonna di quaranta nipoti. Fin dal 1970 Marian aveva iniziato a promuovere l'idea di una giornata nazionale dedicata ai nonni in quanto riteneva quale obiettivo fondamentale, per l'educazione delle giovani generazioni, la relazione con i loro nonni, portatori di conoscenza ed esperienza.
Notizia curiosa: il fiore ufficiale della festa dei nonni è il non-ti-scordar-di-me. E noi, per ricordare ai nipoti “non-ti-scordar-di-me” dedichiamo loro qualche pensiero in rima. Sono sentimenti veri, autentici, sentiti, scaturiti dal cuore. Ogni nonno e nonna li sentirà propri e … chi me ne suggerisce altri? 


NON-TI-SCORDAR-DI-ME
Quando il tempo comincia ad arrancare,
ed i capelli ad imbiancare,
i nonni fan rivivere il tempo andato,
ma non si crogiolano nel passato.
Ed ecco i nipotini affacciarsi alla vita
e trasmetter loro una gioia infinita,
i bimbi cresceranno piano piano,
ed  i nonni li terranno per mano
per contemplare la bellezza della natura e dei fiori,
il mutare delle stagioni e dei colori,
passeggiare nei boschi o tra le montagne,
nei prati o nelle campagne,
ascoltare in silenzio la musica dei passi,
degli uccellini che volano bassi,
delle campane dal suono argentino
che accompagneranno l’incerto cammino.
Insieme scruteranno il cielo prima del tramonto
e il riverbero rosso che sembra abbracciare il mondo;
si soffermeranno all’imbrunire sulla riva del fiume,
ammirando il colore argenteo che l’acqua assume.
I nonni felici guarderanno quegli occhi innocenti
che si sorprenderanno splendenti,
che sbatteranno gioiosi le ciglia
esprimendo per ogni nuova scoperta meraviglia.
I nonni esternano gioia di vivere e di vicinanza,
bisogno d’amore e d’affetto in ogni circostanza;
testimoniano un grande bagaglio di valori,
nella gioia, nella tristezza e tra i dolori.
Trasformano in fiaba i racconti della loro vita,
ai nipotini sembrano una valle fiorita,
appaiono d’incanto come piccole gemme lucenti
che brilleranno per sempre nelle loro menti.
Accanto ai bimbi non c’è spazio per invecchiare,
non c’è tempo per sfiorire, ma solo per donare:
esperienza, gioia, sapere e tanto amore
per allontanare la tristezza ed allargare il cuore.

                                                                                                                Jacqueline R. Sanson